Obbligo del green pass
01 Set 2021

COVID-19: green pass e colori delle regioni

Lo scorso 23 luglio 2021 il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio Mario Draghi, ha prorogato lo stato di emergenza nazionale fino al 31 dicembre 2021 e ha deciso le modalità e i termini dell’obbligatorietà del green pass oltre a confermare i criteri, i parametri e le regole da seguire per il passaggio di una regione italiana da un colore a un altro.

 

Green pass: cosa cambia dal 1° settembre

Il green pass o certificazione verde COVID-19, reso già obbligatorio dal 6 agosto scorso, è “una certificazione in formato digitale e stampabile, emessa dalla piattaforma nazionale del Ministero della Salute, che contiene un QR Code per verificarne autenticità e validità” e viene rilasciato nel caso in cui la persona:

  1. si sia sottoposta alla vaccinazione anti COVID-19. In questo caso il green pass viene generato automaticamente dopo 12 giorni dalla prima somministrazione ed è valido dal 15° giorno fino alla data della seconda somministrazione. Diverso è il discorso per la seconda dose. La certificazione, infatti, viene rilasciata entro ventiquattro/quarantotto ore ed è valida per 9 mesi;
  2. risulti negativa al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore;
  3. sia guarita dal COVID-19 negli ultimi sei mesi.

Come anticipato questo tipo di documentazione è diventata obbligatoria dal 6 agosto scorso, come è possibile leggere nel sito ufficiale del Governo, per chiunque volesse accedere a:

  • servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso;
  • spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive;
  • musei e mostre;
  • piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
  • sagre, fiere, convegni e congressi;
  • centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione;
  • attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • concorsi pubblici.

Dal 1° settembre, in base al decreto legge n. 111/2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 agosto, l’obbligatorietà del green pass verrà estesa anche alle seguenti realtà:

  • Scuola: tutto il personale, docente e non docente, deve essere munito di green pass. Chi non rispetterà la disposizione non potrà accedere alle strutture scolastiche e verrà considerato in “assenza ingiustificata”. Per gli alunni il green pass non è obbligatorio, ma rimane valido l’obbligo dell’uso della mascherina e si raccomanda il distanziamento di almeno un metro.
  •  Università: come per la scuola anche per l’università vige l’obbligo del green pass per i docenti e per chi lavora all’interno delle strutture. In questo caso, a differenza della scuola, gli studenti che vogliono partecipare alle lezioni in presenza devono possedere ed esibire il la certificazione verde.
  • Trasporti di medio-lunga percorrenza: sarà obbligatorio esibire il green pass per salire su aerei, navi e traghetti per collegamenti interregionali, treni a lunga percorrenza (Intercity, Intercity notte e alta velocità), autobus per collegamenti tra due o più regioni. 

Un altro tema molto dibattuto, oltre a quello del green pass, e che ha interessato da vicino la vita di ognuno di noi riguarda il sistema di assegnazione del colore alle regioni italiane.

Vediamo insieme quali sono le regole da seguire in base ai differenti colori.

Italia: zona bianca, gialla, arancione e rossa. Criteri e differenze 

Introdotto a novembre 2020, in alternativa al lockdown, il sistema di assegnazione del colore alle regioni, volto a limitare gli spostamenti, tutelare la salute di tutti i cittadini e frenare la circolazione del virus nel nostro Paese, ha subito, nel corso dei mesi, varie riformulazioni fino ad arrivare a quella attuale. 

Oggi a influire sul colore delle regioni sono i seguenti parametri:

  1. Incidenza dei contagi
  2. Tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19
  3. Tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19

Conoscere a fondo che cosa si può o non si può fare, quale comportamento seguire è fondamentale quando si passa da zona bianca a zona gialla, arancione o rossa.

Lo vediamo insieme.

Da bianco a giallo

Il passaggio dal colore “bianco” a “giallo” (la prima regione interessata a questo cambiamento è stata la Sicilia) non determina radicali cambiamenti. 

Non vengono, infatti, imposti limiti negli spostamenti, non viene introdotto il coprifuoco e non vengono chiuse attività. La mascherina però torna a essere obbligatoria anche all’aperto insieme al numero massimo di persone (4) sedute a un tavolo sia all’interno che all’esterno di un ristorante/bar e si riduce la capienza consentita per gli spettacoli dal vivo che non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata. Una percentuale che si dimezza al 25% per gli impianti sportivi.

Da giallo a arancione

Qualora all’interno di una regione si verifichi un’incidenza settimanale di contagi pari a 150 casi per ogni 100.000 abitanti e si oltrepassino sia il 20% dei ricoveri per pazienti affetti da Covid-19 in terapia intensiva che il 30% di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19, scatta il passaggio da zona gialla a zona arancione. In questo caso aumentano notevolmente i limiti e le restrizioni poiché:

  • Gli spostamenti diventano liberi per tutti solo all’interno del proprio comune. Chi è provvisto di green pass può uscire ed entrare mentre chi non lo possiede può farlo solo se munito di autocertificazione e per comprovate esigenze lavorative, di necessità o di salute.
  • È sempre consentito il rientro alla residenza, al domicilio e nelle seconde case.
  • Viene introdotto nuovamente il coprifuoco dalle 22:00 alle 5 di mattina.
  • I negozi restano aperti (compresi parrucchieri, barbieri e centri estetici) mentre vengono chiuse palestre, piscine, teatri e cinema e nel fine settimana anche i centri commerciali.
  • Non è possibile effettuare il servizio al tavolo in bar e ristoranti. Fino alle 22.00 la consegna a domicilio o l’asporto sono consentiti. 
  • Può essere svolta attività sportiva o motoria all’aperto.

Da arancione a rosso

Una regione diventa rossa quando si verificano le seguenti condizioni:

  1. registra un’incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti;
  2. il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da COVID-19 è superiore al 40%;
  3. il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da COVID-19 è superiore 30%.

In tal caso le restrizioni si fanno stringenti e si torna in una condizione di lockdown perché: 

  • Non si può uscire di casa se non per comprovate esigenze lavorative o per motivi di salute e necessità e, sempre, con il modulo di autocertificazione
  • È possibile fare attività motoria in prossimità della propria abitazione
  • Sono chiusi i negozi al dettaglio mentre restano aperti quelli di prima necessità (generi alimentari, edicole, tabaccai, librerie, farmacie, negozi elettronica, elettrodomestici ecc.)
  • Le palestre, le piscine, i teatri e i cinema sono chiusi
  • Viene introdotto nuovamente il coprifuoco dalle 22:00 alle 5 di mattina

Sia nella zona arancione che rossa, per quanto riguarda la scuola, fino al 31 dicembre 2021 i governatori delle regioni possono ricorrere alla didattica a distanza (DAD) solo se si verificano circostanze di “eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus Sars-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica”.

Per maggiori informazioni e dettagli è possibile consultare il sito ufficiale del Governo: www.governo.it