microclima
17 Feb 2022

Microclima negli ambienti di lavoro

Le condizioni microclimatiche in un ambiente di lavoro possono interferire sul benessere e la salute delle persone che si trovano a operarvi. 

Vediamo insieme il perché.

Che cosa è il microclima?

Secondo quanto stabilito dall’articolo 180 del D.Lgs. 81/08 il microclima – insieme al rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche  – rientra tra gli agenti fisici che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. 

Soffermandosi sul concetto di microclima questo viene definito come: 

’insieme dei fattori fisici e ambientali che, insieme a parametri relativi all’attività fisica e metabolica e all’abbigliamento di un soggetto, concorrono a determinare gli scambi termici che avvengono tra il lavoratore e l’ambiente in cui si trova.

In base alla definizione di microclima è evidente che esistono dei parametri fisici che influiscono sulla “qualità” del luogo di lavoro e che devono essere tenuti sotto controllo e sono:

  • La temperatura
  • L’umidità
  • La velocità dell’aria

Un luogo di lavoro non adeguatamente riscaldato, sottoposto a correnti d’aria o eccessivamente caldo concorre a generare una sensazione di disagio nel lavoratore fino a interferire sul suo operato. Questa condizione viene definita “discomfort ambientale“. 

Al contrario un microclima confortevole suscita una sensazione di soddisfazione da parte del lavoratore nei confronti dell’ambiente definito “benessere termico” o semplicemente “comfort”.

In base alle condizioni microclimatiche, come stabilito dall’opuscolo INAIL, gli ambienti di lavoro si distinguono in:

  • “Ambienti moderati: ossia ambienti nei quali gli scambi termici tra soggetto e ambiente consentono il raggiungimento di condizioni prossime all’equilibrio termico, ovvero di comfort
  • Ambienti severi: ossia ambienti in cui le condizioni ambientali determinano nel soggetto esposto uno squilibrio termico tale da poter rappresentare un fattore di rischio per la sua salute”

L’INAIL precisa che, a questa prima distinzione puramente tecnica, debba esserne aggiunta un’ulteriore ossia quella tra:

  • Ambienti termicamente moderabili: ambienti nei quali non esistono vincoli in grado di pregiudicare il raggiungimento di condizioni di comfort
  • Ambienti termicamente vincolati: ambienti nei quali esistono vincoli, in primo luogo sulla temperatura e sulle altre quantità ambientali, ma anche sull’attività metabolica e sul vestiario, in grado di pregiudicare il raggiungimento di condizioni di comfort”

Una volta appurato che il microclima interferisce sulla salute e sull’operatività di ogni singolo lavoratore, in maniera ancora più grave su

  • Donne in gravidanza
  • Persone con malattie croniche
  • Persone ipertese e cardiopatiche
  • Persone con insufficienza renale e/o dializzate
  • Persone con diabete
  • Persone affette da disturbi psichici 

sorge spontanea la domanda: 

Come si effettua la valutazione del microclima nel luogo di lavoro? 

Come detto all’inizio di questo articolo il microclima è stato riconosciuto come agente di rischio fisico ai sensi dell’art. 180, rendendone obbligatoria la valutazione dei rischi, così come stabilito dall’art. 181. Quest’ultimo afferma che: 

“La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personale qualificato nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione dei rischi è aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio”. 

In conclusione la valutazione del microclima negli ambienti di lavoro va eseguita:

  • Avvalendosi di personale qualificato che, attraverso l’utilizzo di strumenti certificati e periodicamente tarati, misura con precisione le condizioni nelle quali operano le persone. Tali misurazioni sono importanti per verificare anche l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di condizionamento durante il loro funzionamento
  • Con una cadenza quadriennale e attraverso la misurazione di parametri individuali e ambientali
  • In almeno due diversi momenti: in estate e in inverno