ambienti confinati
06 Ott 2021

La sicurezza negli ambienti confinati o sospetti di inquinamento

Sono molti i rischi ai quali va incontro chi svolge lavori in ambienti confinati, ancor di più se sono presenti sostanze pericolose. Vediamo insieme nel dettaglio cosa prevede la normativa.

Che cosa si intende per “ambiente confinato”?

Partiamo dalla definizione, che non è univoca.

Per ambiente confinato si intende uno spazio circoscritto, caratterizzato da accessi e uscite difficoltosi o limitati, da una ventilazione naturale sfavorevole, nel quale può verificarsi un infortunio grave o mortale in presenza di agenti pericolosi (come ad esempio gas, vapori, polveri, atmosfere esplosive, agenti biologici, rischio elettrico, ecc.), in carenza di ossigeno, per difficoltà di evacuazione, per difficoltà di comunicazione con l’esterno.

I luoghi di lavoro interessati sono pozzi, pozzi neri, fogne, camini, fosse in genere, gallerie, condutture, caldaie e simili, vasche, canalizzazioni, serbatoi e simili, tubazioni, recipienti, silos, cunicoli. Si tratta dei luoghi di lavoro richiamati dagli artt. 63, 66, 121 e dal punto 3 dell’Allegato IV del D.Lgs. 81/08 e s.m.i..

A questa definizione è stata aggiunta dal DPR 177/2011 anche quella di “ambiente sospetto di inquinamento”.

Passiamo all’identificazione, che spesso non è immediata.

Alcuni ambienti confinati sono facilmente identificabili come tali, in quanto la limitazione legata alle aperture di accesso e alla ventilazione è ben evidente e/o la presenza di agenti chimici pericolosi è nota. Ad esempio:

  • cisterne interrate, seminterrate o fuori terra contenenti prodotti o sottoprodotti di tipo organico, alimentare, zootecnico che possono dare luogo a fermentazioni derivanti sia dal ciclo produttivo (ad es. silos per foraggi, vini) che di origine accidentale o comunque indesiderata (ad es. infiltrazioni d’acqua in silos per sfarinati);
  • cunicoli di fogne e di impianti di smaltimento di liquami sia di origine civile che zootecnica (fosse settiche, biologiche e altro);
  • silos, cisterne o altri contenitori per sostanze o prodotti chimici organici ed inorganici;
  • recipienti di reazione e serbatoi di stoccaggio;
  • pozzi e tubazioni;
  • cisterne su autocarri.

Altri ambienti, ad un primo esame superficiale, potrebbero non apparire come confinati. In particolari circostanze, legate alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa o a influenze provenienti dall’ambiente circostante, essi possono invece configurarsi come tali e rivelarsi altrettanto insidiosi, ad esempio:

  • vasche, interrate e fuori terra, per il contenimento di barbottine (argille sciolte in acqua) o di impianti di depurazione;
  • cavità, fosse, trincee, camere con l’apertura dall’alto, scavi profondi con ristagno di liquidi (e/o vapori) di varia natura, compresa acqua piovana;
  • camere di combustione nelle fornaci e simili;
  • camere non ventilate o scarsamente ventilate;
  • stive di imbarcazioni;
  • gallerie;
  • serbatoi pensili.

Quali sono i pericoli presenti?

  • carenza di ossigeno dovuta per esempio a processi di combustione che ne riducono il tasso sotto il 19% (O2 aria ambiente 21%);
  • presenza di azoto (N2) o altro agente (ad es. freon, gas refrigeranti) a causa di una non adeguata rimozione della sostanza presente all’interno del serbatoio/cisterna;
  • decomposizione di sostanze organiche con produzione di anidride carbonica (CO2), metano (CH4), idrogeno solforato (H2S), derivanti dalla decomposizione di carcasse animali o dalla presenza di liquami;
  • reazioni di ossidazione all’interno di serbatoi di acciaio e altri recipienti;
  • reazioni tra rifiuti e ossigeno atmosferico, esiti di reazioni di fermentazioni (ad es. reazioni derivate dalla fermentazione del vino);
  • presenza di rischio incendio, esplosioni, presenza di corrente elettrica.

Cosa stabilisce il DPR 177/2011? Qualificazione delle imprese, Rappresentante del Committente e procedure di sicurezza

Il D.P.R. 177/2011 stabilisce i requisiti di qualificazione, per cui qualsiasi attività lavorativa nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati può essere svolta unicamente da imprese o lavoratori autonomi qualificati. Alcuni requisiti di qualificazione sono:

  • presenza di personale, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati (in percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro). Il preposto deve necessariamente possedere tale esperienza; 
  • attività di informazione e formazione di tutto il personale mirata alla conoscenza dei fattori di rischio propri dei lavori in ambienti sospetti di inquinamento e soggetta a verifica di apprendimento e aggiornamento; si fa presente che ciò vale anche per il datore di lavoro se impiegato per tali lavori;
  • dotazione di idonei dispositivi di protezione individuale (DPI) e attrezzature di sicurezza (ad esempio autorespiratori, sistemi di recupero e soccorso, rivelatori di gas infiammabili e/o tossici e/o di ossigeno) necessari per garantire la sicurezza nei lavori in spazi confinati.
  • addestramento di tutto il personale impiegato in tali attività, ivi compreso il datore di lavoro, relativamente all’applicazione delle procedure di sicurezza. 

Si evidenzia che, in attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, non è ammesso il ricorso a subappalti, se non autorizzati espressamente dal datore di lavoro committente, che ha la disponibilità giuridica dei luoghi, e certificati. 

Chi è il rappresentante del committente e quale ruolo svolge?

Il datore di lavoro committente individua un proprio rappresentante, in possesso di adeguate competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro e che abbia comunque svolto le attività di informazione, formazione e addestramento, a conoscenza dei rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono le attività lavorative. Il Rappresentante del Committente vigila in funzione di indirizzo e coordinamento delle attività svolte dai lavoratori impiegati dalla impresa appaltatrice o dai lavoratori autonomi per limitare il rischio da interferenza di tali lavorazioni con quelle del personale impiegato dal datore di lavoro committente. 

Quali sono le procedure di sicurezza?

Durante tutte le fasi delle lavorazioni, deve essere adottata ed efficacemente attuata una procedura di lavoro specificamente diretta a eliminare o, ove impossibile, ridurre al minimo i rischi, comprensiva della eventuale fase di soccorso e di coordinamento con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale e dei Vigili del fuoco. Nello specifico nella procedura di sicurezza devono essere descritte le fasi di lavoro, in ordine spaziale e temporale, in condizioni di sicurezza individuale e collettiva, stabilendo, in base all’analisi dei rischi riscontrati e alle condizioni di lavoro, ciò che si deve e non si deve fare durante l’attività lavorativa.

Gli elementi minimi della procedura di lavoro sono:

  • individuazione del tipo di lavoro da effettuare con caratterizzazione del luogo di lavoro
  • individuazione dei lavoratori, delle competenze e della specializzazione necessarie per l’esecuzione del lavoro
  • scomposizione del lavoro nelle sue fasi in ordine cronologico
  • analisi e individuazione dei pericoli e dei rischi per ogni fase di lavoro
  • individuazione delle attrezzature, delle macchine e delle modalità di lavoro
  • scelta dei dispositivi personali e collettivi di protezione, della cartellonistica contro i pericoli

Orientativamente le fasi operative di lavoro possono essere:

  • riunione iniziale e informazione e formazione sui contenuti della procedura
  • controlli propedeutici all’attività
  • allestimento del cantiere e dell’area di lavoro
  • verifica della presenza di fonti pericolose, controllo delle aperture per l’ingresso/uscita
  • controlli preliminari all’ingresso nel luogo confinato con misurazione della percentuale di ossigeno
  • operazioni di bonifica e ventilazione
  • compilazione del modulo di autorizzazione all’accesso
  • attività all’interno del luogo confinato, garantendo un idoneo sistema di illuminazione e di comunicazione
  • eventuale simulazione della procedura di soccorso (prima dell’inizio dell’attività all’interno)
  • smantellamento del cantiere e messa in sicurezza del sito
  • riunione finale.

La redazione della procedura è un’attività complessa, in quanto deve tenere conto di diversi elementi reali dell’ambiente confinato, deve essere chiara e di facile comprensione. 

Affinché le misure di prevenzione e protezione risultino efficaci è necessario che i contenuti della procedura di lavoro e della procedura di emergenza e soccorso siano trasmesse ai lavoratori prima dell’inizio delle attività lavorative.

Ghetti Consulting offre corsi di formazione e addestramento per attività in ambienti confinati oltre a servizi di consulenza tecnica per attività in ambienti confinati.

A titolo esemplificativo, supporto nell’iter di qualificazione delle imprese ad operare in ambienti confinati; svolgimento dell’incarico di Rappresentante del Committente; supporto nella redazione della procedura di lavoro.