lavori in quota
17 Nov 2021

Lavori in quota: normativa, rischi e misure di protezione

Svolgere lavori in quota può essere molto pericoloso se non si adottano le giuste misure di protezione e non si seguono norme di comportamento adeguate. Secondo un’analisi condotta dal Sistema di Sorveglianza Nazionale degli infortuni mortali e gravi sul lavoro (Infor.MO), le morti per caduta dall’alto rappresentano circa un terzo degli infortuni mortali sui luoghi di lavoro e nel 30% dei casi, la caduta è avvenuta da tetti o coperture. Il 28.6% delle cadute è causato dal mancato utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale e circa il 20% è avvenuto a causa dell’assenza di punti di ancoraggio delle linee vita, di parapetti e di protezioni in quota.

Un tema, questo, molto delicato e che merita non soltanto il giusto approfondimento, ma soprattutto molta attenzione da parte di aziende e lavoratori. Oggi, quindi, affrontiamo insieme l’argomento individuando le priorità nelle protezioni, analizzando i rischi associati, le procedure di emergenza e i sistemi anticaduta.

Cosa si intende per lavori in quota e quali sono gli obblighi del datore di lavoro

Per lavori in quota si intende “un’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2m rispetto a un piano stabile (art. 107 D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.).” Quali sono quindi gli obblighi che il datore di lavoro (art. 111 D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) deve rispettare per preservare e tutelare l’incolumità dei lavoratori? Li vediamo insieme:

  • Nei casi in cui i lavori temporanei in quota non possano essere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate a partire da un luogo adatto allo scopo, sceglie le attrezzature di lavoro più idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure, in conformità ai seguenti criteri:
    • priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale
    • dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili e a una circolazione priva di rischi.

 

  • Sceglie il tipo più idoneo di sistema di accesso ai posti di lavoro temporanei in quota in rapporto alla frequenza di circolazione, al dislivello e alla durata dell’impiego. Il sistema di accesso adottato deve consentire l’evacuazione in caso di pericolo imminente. Il passaggio da un sistema di accesso a piattaforme, impalcati, passerelle e viceversa non deve comportare rischi ulteriori di caduta.

 

  • Dispone affinché sia utilizzata una scala a pioli quale posto di lavoro in quota solo nei casi in cui l’uso di altre attrezzature di lavoro considerate più sicure non sia giustificato a causa del limitato livello di rischio e della breve durata di impiego oppure delle caratteristiche esistenti dei siti che non può modificare.

 

  • Dispone che siano impiegati sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi alle quali il lavoratore è direttamente sostenuto, soltanto in circostanze in cui, a seguito della valutazione dei rischi, risultasse che il lavoro può essere effettuato in condizioni di sicurezza e l’impiego di un’altra attrezzatura di lavoro considerata più sicura non è giustificato a causa della breve durata di impiego e delle caratteristiche esistenti dei siti che non può modificare. Prevede l’impiego di un sedile munito di appositi accessori in funzione dell’esito della valutazione dei rischi e, in particolare, della durata dei lavori e dei vincoli di carattere ergonomico.

 

Oltre a quanto elencato sopra analizziamo ed elenchiamo le priorità nelle protezioni.

  1. Dove possibile, il lavoro in altezza deve essere evitato. Ma ciò è più facile a dirsi che a farsi; ad ogni modo, la ragione sta dietro questo approccio, poiché diversi incidenti accadono ai livelli bassi dove la caduta non è stata considerata come possibile conseguenza.
  2. Protezione anticaduta collettiva: serve per proteggere un intero gruppo di persone e occorre dare priorità ad essa rispetto alle misure di protezione individuali. Esempi di protezione anticaduta collettiva sono: corrimano, ponteggi, reti di sicurezza, protezioni generiche, etc.
  3. DPI anticaduta: utilizzare i DPI anticaduta come ultima risorsa in quanto proteggono soltanto la persona che li indossa in quel momento.

 

Quali sono i rischi associati ai lavori in quota? E le procedure di emergenza?

Quando si svolgono lavori in quota l’operatore è esposto a rischi sia di caduta dall’alto o strettamente connessi ad essa, oltre ai rischi connessi all’attività specifica:

  • Rischio prevalente di caduta a seguito di caduta dall’alto
  • Rischio susseguente alla caduta derivante da oscillazione del corpo con urto contro ostacoli (“effetto pendolo”), arresto della caduta per effetto delle sollecitazioni trasmesse dall’imbracatura sul corpo, sospensione inerte del corpo dell’utilizzatore al dispositivo di arresto caduta e da tempo di permanenza in tale posizione
  • Rischio connesso al DPI anticaduta derivante da una non perfetta adattabilità del DPI, intralcio alla libertà dei movimenti causato dal DPI stesso, inciampo su parti del DPI
  • Rischio innescante la caduta derivante da insufficiente aderenza delle calzature, insorgenza di vertigini, abbagliamento, scarsa visibilità, colpo di calore o di sole, rapido abbassamento della temperatura

Deve essere predisposta, nell’ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda l’intervento di emergenza in aiuto del lavoratore, rimasto sospeso al sistema di arresto caduta, che necessiti di assistenza o aiuto. Nel caso si renda necessario l’uso di un sistema di arresto caduta, all’interno dell’unità di lavoro deve essere prevista la presenza di lavoratori che posseggano la capacità operativa di garantire autonomamente l’intervento di emergenza in aiuto del lavoratore sospeso al sistema di arresto caduta. Nel caso in cui non sia possibile operare in maniera autonoma, deve essere attivata un’apposita procedura del soccorso pubblico in grado di garantire il soccorso in tempi tali da non procurare traumi o danni da sospensione inerte.

Quali sono i sistemi individuali contro le cadute e gli elementi anticaduta?

I sistemi individuali contro le cadute (EN 363) e gli elementi anticaduta, sono dispositivi di protezione individuale utilizzati per proteggere il lavoratore dalle cadute in altezza e comprendono:

  • Sistemi di trattenuta: impediscono di raggiungere zone dove esiste il rischio di caduta dall’alto
  • Sistemi di posizionamento: permettono di lavorare in tensione o in sospensione in modo tale da evitare la caduta libera
  • Sistemi di accesso mediante corda: permettono di raggiungere e lasciare il luogo di lavoro in modo tale da evitare o arrestare la caduta libera mediante l’uso di una linea di lavoro e di una linea di sicurezza, collegate separatamente a punti di ancoraggio affidabili
  • Sistemi di arresto caduta: limitano la forza d’urto sul corpo durante l’arresto della caduta
  • Sistemi di salvataggio: per mezzo dei quali una persona può salvare sé stessa o altri in modo da evitare la caduta libera

Gli elementi anticaduta comprendono:

  • Dispositivi di ancoraggio (EN 795)
  • Imbracatura anticaduta (EN 361)
  • Connettori anticaduta (EN 362)
  • Cordini (EN 354)
  • Assorbitori di energia (EN 355)
  • Cinture di posizionamento e di trattenuta e cordini di posizionamento (EN 358)
  • Anticaduta di tipo guidato su linea rigida e su linea flessibile (EN 353)
  • Dispositivo anticaduta di tipo retrattile (EN 360)

Un cenno alle piattaforme mobili:

In relazione al fatto che l’ancoraggio viene effettuato utilizzando la struttura stessa della piattaforma, si devono utilizzare esclusivamente dispositivi anticaduta che permettono o una caduta totalmente prevenuta o una caduta contenuta.

Verifica e manutenzione dei DPI

L’utilizzatore deve ispezionare, in conformità alle istruzioni del fabbricante, mediante esame visivo, il sistema di arresto caduta prima e dopo l’uso compreso ogni suo componente, anche la parte interna dei sistemi, dove ne è possibile l’accesso.

La verifica dei DPI e di tutti gli elementi che lo compongono prevede un controllo visivo e un controllo di buon funzionamento.

In aggiunta all’ispezione normale e periodica è necessario eseguire dei controlli approfonditi alla ricezione di un nuovo sistema, prima della rimessa in servizio del sistema di arresto caduta dopo il ritorno dello stesso da una riparazione, prima della rimessa in servizio del sistema arresto caduta in caso di immagazzinamento dello stesso per un lungo periodo o in condizioni che abbiano potuto pregiudicarne lo stato di conservazione.

Per i dispositivi meccanici la manutenzione deve essere eseguita in conformità alle istruzioni del fabbricante. In ogni caso deve essere sempre rimossa la sporcizia e successivamente devono essere asciugati con aria a temperatura ambiente. Ogni elemento trovato difettoso deve essere ritirato dal servizio e, quando possibile, riparato dal fabbricante o da personale da esso autorizzato. Per il materiale tessile sintetico deve essere effettuata la normale pulizia con acqua e sapone neutro facendo riferimento alle istruzioni del fabbricante.

 

Ghetti Consulting offre corsi di formazione e addestramento per DPI di III Categoria per Lavori in Quota e per Piattaforme di Lavoro Mobili Elevabili (PLE) oltre a servizi di consulenza tecnica per attività con lavori in quota.